“Dimenticare Livorno sul partito unico dei lavoratori – La costituente socialista. Temi e strategie al XXIV congresso del P.S.I.U.P.” di Stefano Merli

18 settembre 1910 nasce a Torino

Vittorio Foa (Torino, 18 settembre 1910 – Formia, 20 ottobre 2008) è stato un politico, sindacalista, giornalista, storico e saggista italiano.

È considerato uno dei padri fondatori della Repubblica italiana.

A seguito però della sconfitta elettorale del PSIUP nel 1972 e al suo scioglimento (il 16 luglio), Foa diede vita con diversi membri della sinistra del partito (Silvano Miniati, Guido Biondi, Mario Brunetti, Aristeo Biancolini, Pino Ferraris, Daniele Protti, Mario Albano, Dante Rossi e i sindacalisti Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi) al Nuovo PSIUP; quest’ultimo però nel novembre del ’72 contribuì, con la sinistra del Movimento Politico dei Lavoratori (MPL) alla creazione del Partito di Unità Proletaria (PdUP), di cui divenne dirigente nazionale. L’idea di Foa era quella di creare una forza politica che orientasse i gruppi rivoluzionari verso una prospettiva di “governo delle sinistre” distogliendole da una prospettiva rivoluzionaria.

Nel luglio 1974 il Partito di Unità Proletaria si unificò al gruppo de Il manifesto dando luogo al Partito di Unità Proletaria per il Comunismo: Foa fece parte, con Silvano Miniati, della sinistra del nuovo partito (circa il 44%). Con il PdUP per il Comunismo prese parte alla promozione della lista unica della nuova sinistra, Democrazia Proletaria (DP), avvenuta nel 1975-76: per questo cartello elettorale fu eletto nelle circoscrizioni di Torino e Napoli ma rinunciò a favore di Silverio Corvisieri (Avanguardia Operaia) e Mimmo Pinto (Lotta Continua). Fu a sostegno di Fabrizio Panzieri (condannato a otto anni, tra le altre cose, per concorso morale nell’omicidio di Mikis Mantakas) insieme a due altri autorevoli intellettuali della sinistra: Aldo Natoli e Antonio Landolfi, con lui componenti del Comitato per la liberazione di Panzieri che provocatoriamente si autodenunciarono. Nel 1977 iniziò a scrivere per il Quotidiano dei lavoratori, giornale di AO, mentre sua moglie Lisa intraprese la militanza in LC.

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XXIV CONGRESSO NAZIONALE DEL PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria). Firenze 11-17 apr. 1946. Nella foto si riconoscono da sinistra: Antonio Greppi (partigiano, primo sindaco socialista di Milano dopo la Liberazione), Sandro Pertini, Lelio Basso, Oreste Lizzadri, in piedi il regista Remigio Paone. (Fonte Socialismo Italiano)

[…]Nenni ha sempre tenuto ad affermare di essere nel partito “l’uomo di nessuna tendenza” e nelle settimane precedenti il congresso d’essersi tenuto lontano dai dibattiti e dagli scontro <<attorno a delle mozioni di cui solo gli iniziati avvertono le differenze e gli scopi>>.

Dal suo diario risulta il fastidio che provava per i tornei oratori cui si dedicava il partito ancora lontano <<dall’aver raggiunto la metodologia di un partito moderno>>.

Il suo ruolo prima del congresso può sembrare addirittura distaccato, di fronte al frenetico prodigarsi dei leader delle varie correnti.

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E’ un atteggiamento che si presta a varie interpretazioni.

Nenni cercava di mantenersi al di sopra delle parti, ammesso che fosse possibile in un partito scosso e diviso da questioni brucianti, per fluidificare la situazione interna e quindi salvarne l’unità?   Riteneva che la sua figura di leader storico non poteva essere giocata in una corrente, per non rimanere escluso dalla maggioranza che emergerà al congresso? Oppure era questo l’unico modo di garantirsi quella forza di adesione di massa indispensabile alla sua politica e che il PSIUP da solo non poteva assicurargli?

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Probabilmente queste ragioni in misura diversa erano presenti nel suo atteggiamento: per non creare lacerazioni su un problema non attuale (la fusione); o per mantenere unito un vasto movimento, dai socialisti ai comunisti a forze progressiste di varia matrice, attorno alle scadenze ormai vicine della costituente e della Repubblica.[…]pp.95

Disponibile presso la BIBLIOTECA NAZIONALE UIL ARTURO CHIARI

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