“I primi ventanni delle ACLI Milanesi” di Livio Labor

1 luglio 1918 nasce Livio Labor

Vallombro

(Leopoli, 1º luglio 1918 – Roma, 9 aprile 1999) è stato  un politico, giornalista e sindacalista italiano. Quinto presidente delle ACLI, membro della Compagnia di San Paolo e della Democrazia Cristiana, divenne in seguito senatore della Repubblica per il Partito Socialista Italiano.

Nel 1976 fu eletto senatore nelle liste del PSI (nel collegio di Rovereto).

Dal 1982 al 1994 fu presidente dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL).

Sindacalismo_e_socialita_livio_labor

 

[…] E certamente l’anno della crisi più grave che abbia colpito il movimento operaio italiano; crisi peraltro positiva nel senso che ha chiarificato la situazione sindacale italiana; e questo è certamente avvenuto per l’opera coraggiosa dei lavoratori e sindacalisti cristiani.

Furono essi, allora, accusati di scissionismo, ma gradualmente la loro azione doveva essere seguita dalle altre correnti in un processo di <<decantazione>>, che è tuttora in atto e che non è certo finalizzato a rompere l’unità dei lavoratori, ma a crearla su basi ben più solide.

Le ACLI andavano serrando le fine; a Milano la Presidenza Centrale costituì la Segreteria ACLI-Industria nel febbraio 1948 e <<Il Giornale dei Lavoratori>> uscì con la prima pagina in comune e con la seconda specializzata per le categorie industriali.   In aprile la <<corrente sindacale cristiana>> cessò ufficialmente di collaborare col periodico <<Il lavoro>> della C.G.d.L..

Da parte sua, Pio XII ricevendo 50.000 aclisti il  29 giugno aveva gravi parole ammonitrici e quasi tutte profetiche, se riferite agli eventi che dopo qualche giorno si sarebbero verificati.

<<Il sindacato unico – ha affermato decisamente il Pontefice – era ed è un esperimento che ha consentito di vedere a quale estremo limite i lavoratori cattolici si sono spinti per dimostrare la loro volontà di collaborazione, e voi giustamente vedete in esso un sostegno della vita economica nazionale: ma se la forma presente del sindacato venisse a mettere in pericolo quelli che sono i veri scopi del movimento dei lavoratori, le ACLI non verrebbero certo meno alla doverosa vigilanza>>.

I fatti conseguenti all’attentato a Togliatti del 14 luglio seguente sono a tutti noti e superano le dimensione del nostro lavoro che intende riferirsi al solito ambito Milanese.

Ricorderemo che massima fu l’attenzione, in quei giorni a Palazzo Clerici.   Chiuso il portone di entrata i dirigenti si ridussero alle necessarie ed effettive difese del movimento all’interno del cortile loro riservato.

L’avvenuta rottura del Patto, confermata ufficialmente dal Consiglio Nazionale delle ACLI pose al movimento non pochi e non lievi problemi. […] pp.39

 

Disponibile presso la BIBLIOTECA NAZIONALE UIL ARTURO CHIARI

 

 

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