“Chi sono i fondatori della UIL” di Gianni Salvarani

luciano rufinoMuore a Roma Luciano Rufino è stato segretario confederale della UIL dal 1973 al 1975 e segretario della Federazione unitaria CGIL CISL e UIL

 

 

Nasce a Melfi il 30 gennaio 1926 Luciano Rufino (Melfi30 gennaio 1926 – Roma25 giugno 1985)

È stato segretario confederale dell’Unione Italiana del Lavoro dal 1973 al 1975 e della Federazione CGIL, CISL, UIL. È stato eletto senatore durante la VII Legislatura della Repubblica, il 20 giugno 1976 nella componente del PSI.

 

 

[…] Venuto a contatto con esponenti dell’antifascismo militanti confinati politici nella sua Basilicata, Luciano Rufino partecipò giovanissimo alla lotta antifascista e, alla caduta del regime mussoliniano, alla riorganizzazione del movimento operaio e contadino di quel <<profondo sud>> che la sua terra simboleggiava.

Prese subito parte, nell’immediato dopoguerra, alla ricostruzione delle leghe e delle cooperative contadine e, successivamente, alle lotte per l’occupazione delle terre in Basilicata e nell’Alta Irpinia che rivelarono un nuovo e più complesso volto dell’Italia proletaria.

Come tanti intellettuali progressisti della sua terra, si trovò così, volta a volta, a fianco di Ignazio Silone, di Riccardo Bauer, di Enrico Paresce, di Mario Zagari, di Giuseppe Faravelli.

Aderì al socialismo, schierandosi su posizioni autonomistiche ma evitando atteggiamenti di rottura dell’unità operaia e contadina.   Al lavoro politico accompagnò ima intensa opera pubblicista su giornali e periodici per promuovere un fronte il più vasto possibile che sostenesse le lotte per la rinascita del meridione.

Luciano Rufino assunse una posizione di rilievo nell’unione nel 1956 allorché venne chiamato dalla segreteria nazionale alla vice direzione del corso di formazione sindacale organizzato ad Anzio dal servizio produttività confederale nell’ambito delle iniziative poste in essere dalla UIL (e dalla CISL) per la campagna europea della produttività.   Il corso rappresentò un primo grande sforzo culturale-organizzativo della ancora giovane confederazione e Rufino poté dimostrare nell’occasione tutte le proprie qualità umane e professionali.

Nel congresso confederale di Firenze (1958) venne eletto nel comitato centrale della UIL; dopo qualche mese a tempo pieno nell’ufficio studi confederale, nel 1960 entrò nella FENEAL (la Federazione Edili) in qualità di membro della segretaria nazionale e nel 1962 fu chiamato alla guida di quella importante categoria. Questo incarico Rufino lo mantenne sino a tutto il 1969 conferendo una forte impronta all’azione della federazione sino a che questa divenne (assieme alla Uilm) la punta di diamante della UIL, collocandosi tra i massimi protagonisti dell'<<autunno caldo>>.

Alcuni contratti dell’edilizia destinati a <<fare la storia>> di quell’essenziale comparto portarono la sua impronta di negoziatore paziente ma deciso a sottrarre i lavoratori edili al loro tradizionale <<stato di indigenza>>che ne faceva una delle categorie meno beneficiate dal <<miracolo economico>> degli anni sessanta.

Si sarebbe trovato in quegli anni a governare la componente socialista della UIL in uno dei momenti più difficili della sua storia.   Ma i socialisti, pur nella preponderanza di socialdemocratici e repubblicani, si rafforzarono e la UIL, anche grazie a Luciano Rufino, ritrovò la sua unità.

Per tutto il periodo del processo di unificazione sindacale (processo <<rientrato>> anzitempo, però…) Rufino rimase alla guida della Feneal.

Alla costituzione della federazione unitaria avrebbe assunto la guida della componente del Psi nella UIL e sarebbe divenuto segretario confederale e segretario della Federazione Cgil-Cisl-Uil, con la responsabilità del servizio studi. In quel frangente impersonificò, come avrebbe ricordato Giorgio Benvenuto, <<con credibilità e prestigio il ruolo del sincero costruttore dell’unità sindacale per la quale si e battuto in quanto essa appariva l’idea-forza sulla quale fare perno per conquiste che poi si riveleranno di valore epocale nella vicenda storica del movimento operaio>>.

Nelle qualità di segretario delle federazione unitaria rappresentò i sindacati italiani presso il Bit di Ginevra e fu relatore alla I conferenza nazionale dell’emigrazione.   Sarà inoltre tra i promotori delle iniziative per la sindacalizzazione della polizia, per la democratizzazione delle forze armate, dell’informazione delle scuole.

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Membro del comitato centrale del PSI, si dimise per rispettare la norma sulle incompatibilità fra cariche politiche e cariche sindacali. Accogliendo l’invito della direzione del suo partito, ritornò quindi dal sindacato all’impegno politico nel mezzogiorno quale candidato al senato nel collegio di Sant’Angelo de’ Lombardi (Avellino) dove verrà eletto  il 20 giugno 1976 mentre il PSI, nel resto del paese, subì una forte flessione. Restò in carica per una sola legislatura.

Nel luglio del 1962 Luciano Rufino fu nominato presidente della <<Italtel telematica>>, venendo confermato nell’aprile del 1985.   Scomparve cinquantanove anni rimanendo, per i dirigenti UIL, un modello dedizione al sindacato e di equilibrio nel comportamenti.[…] pp.360

Disponibile presso la BIBLIOTECA NAZIONALE UIL ARTURO CHIARI

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