“Questioni di storia del socialismo” di Leo Valiani

 

XIV_congresso_psi_ancona[…]Al Congresso nazionale socialista di Milano(ottobre 1910), i riformisti si presentano in tre tronconi ben distinti.   Da un lato Bissolati parla già del Partito socialista come di un <<ramo secco>> dell’altrimenti rigoglioso movimento operaio sindacale e cooperativo, di cui auspica la politicizzazione in un vero e proprio Partito del Lavoro.   Tramite Angiolo Cabrini, che è quello che più lavora in pro della legislazione sociale e finanziaria desiderata dalle Federazioni sindacali e dalle cooperative del lavoro.   Alla prova dei fatti, questi non osano però mettersi contro la tradizione <<rossa>> del partito e ripiegano su Turati, fermo nella sua posizione, riformista sì, ma fedele anche all’internazionalismo socialista.   Infine, fa recisamente parte a sé il gruppo dei <<riformisti dissidenti>> o <<riformisti di Sinistra>>, capeggiato da Modigliani e Salvemini, con l’appoggio di Rodolfo e Ugo Guido Mondolfo, della stessa Kuliscioff e financo dell’ex integralista Morgari.

turati-kuliscioffModigliani e Salvemini chiedono addirittura che il congresso capovolga l’ordine tradizionale dei suoi lavori, discutendo prima l’attività del gruppo parlamentare, la posizione da prendersi davanti al governo in carica (di Luzzatti, inviso ai <<riformisti di Sinistra>> quanto quello di Giolitti, ma che la maggioranza dei deputati socialisti appoggia molto cordialmente proprio per le sue simpatie cooperative), e le grandi riforme concrete, specifiche, che condizionano gli sviluppi del socialismo.   La relazione politica della direzione uscente dovrebbe discutersi solo in un secondo tempo, per evitare che questa monopolizzi tutto il tempo disponibile per i dibattiti, rimandandosi alle calende greche, come al solito, l’esame dei problemi concreti.   L’inversione è rifiutata, contro di essa coalizzandosi i seguaci di tutte le tendenze tradizionali, di Destra, Centro ed Estrema Sinistra, ma più di un terzo dei delegati l’ha approvata.    Nel dibattito sulla relazione politica generale, i problemi concreti non possono più essere discussi con la precisione tecnica.   Tuttavia, le difficoltà di fondo finiscono con l’emergere.

EXP2456Voialtri, miei amici dissidenti, dice in sostanza Turati, che con Treves vince il congresso, siete dei liberisti, degli avversari del socialismo di Stato, nella vostra avversione non solo ai dazi industriali protettivi, ma anche alle cooperative aiutato dalla mano pubblica.   Contemporaneamente siete quasi giacobini nella vostra fiducia di poter riformare dalle fondamenta la società italiana mediante misure sostanzialmente politiche, come il suffragio universale maschile e femminile, una politica fiscale di durezza e di progressività, la democratizzazione dell’apparato amministrativo e militare, tutte cose che postulano un governo fortissimo di salute pubblica e un Parlamento animato da volontà riformatrice incurante degli interessi particolari che dovrebbero essere lesi.[…]

 

Disponibile presso la BIBLIOTECA NAZIONALE UIL ARTURO CHIARI

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