“Aspettando la crescita” di Antonello Di Mario

5 luglio 1962 – Venne firmato l’accordo sindacale dei metalmeccanici tra sindacati e Intersind, l’organismo che rappresenta le imprese pubbliche.

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[…] Tempi cupi per chi fa sindacato.   Basta guardare all’agenda dei metalmeccanici. Martedì primo aprile a Torino, il confronto con Fiat rischia di concludersi nuovamente con un nulla di fatto, perchè l’azienda non vuole rinnovare il contratto nazionale per il 2014-2015.    Giovedì 3 aprile, a Roma, incontro al Ministero del Lavoro, perchè bisogna rinnovare i contratti di solidarietà per tremila addetti del gruppo Lucchini e per altrettanti che lavorano nell’indotto.   Stiamo parlando di una vertenza che vede fine.

mZKNpAIBRQihY=--Lunedì sette aprile, sempre nella capitale, sindacati, azienda, istituzioni locali e govrno si ritroveranno al Ministero dello Sviluppo economico per ascoltare da parte di Elettrolux  un nuovo piano industriale.   Nonostante negli stabilimenti italiani ci sia stata l’intesa per la proroga dei contratti di solidarietà riguardanti più di tremila lavoratori, non esiste un testo preciso della multinazionale svedese che garantisca investimenti certi, nessun esubero e tutela occupazionale.

lucchini-2014-04-23-4Tre esempi dettagliati di appuntamenti nei prossimi dieci giorni in cui emergono le relazioni difficili tra sindacato e imprese.

Ma col governo non va meglio.

Capita che il premier Matteo Renzi faccia di ogni erba un fascio e punti il dito contro l’intero sindacato, quasi reo di una sopravvenuta inutilità.   E succede che un ex premier come Romano Prodi rilanci, affermando che il pluralismo sindacale è parte della storia, ma è una palla al piede per la buona concertazione.

Fca-Palombella-Uilm-Il-nuovo-piano-preveda-il-pieno-utilizzo-degli-impiantiInsomma si ha l’esatta percezione che il sindacato si trovi tra l’incudine delle imprese e il martello della politica.

Una situazione che può capitare senza preavviso anche a qualsiasi altro spazio intermedio della società.

Sarebbe facile replicare alle imprese che non può esserci ripresa senza i rinnovi contrattuali e senza produzioni idonee, nel rispetto di una strategia di relazioni industriali finora condivisa.   E alla politica si potrebbe ricordare che il Governo Ciampi, attraverso la buona concertazione con le parti sociali, firmò gli accordi del 23 luglio 1993, riuscendo a bloccare il meccanismo della spirale tra salari e prezzi e a debellare l’inflazione a due cifre.

Quindi, se il riformismo ha un senso , mai come ora val la pena di impegnare il sindacato su due fronti.[…]pp.69

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Disponibile presso la BIBLIOTECA NAZIONALE UIL ARTURO CHIARI

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