“Dimenticare Livorno sul partito unico dei lavoratori – La costituente socialista. Temi e strategie al XXIV congresso del P.S.I.U.P.” di Stefano Merli

31 maggio 1972

Muore a Rimini Verenin Grazia (Rimini, 2 giugno 1898 – 31 maggio 1972) è stato un sindacalista, partigiano e politico italiano.

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Verenin Grazia

 

Verenin Grazia, soprannominato partigiano «Montini», nato da Vittorio e Rosa Guidi, anarchico in gioventù, aderì in seguito al PSI.

Alla vigilia della prima guerra mondiale fu attivista a Rimini del sindacato anarchico aderente all’USI. Per qualche tempo fu anche funzionario del sindacato anarchico a Milano. Alla fine della prima guerra mondiale a Rimini ricoprì numerosi incarichi nel movimento cooperativo romagnolo. Fu direttore del Consorzio cooperative agricole e di consumo di Rimini. Nello stesso periodo di tempo fece parte della segreteria nazionale dell’USI e della redazione del settimanale regionale anarchico “Sorgiamo!”. Nel 1922, quando il Consorzio cooperativo di Rimini fu sciolto dai fascisti, si trasferì a Bologna. Lavorò per qualche tempo all’ufficio regionale del lavoro, poi espatriò in Francia a causa delle persecuzioni fasciste. Negli anni 30 aderì al PSI.

Nei primi giorni dell’agosto 1943 partecipò alla riunione, presente Pietro Nenni, per l’unificazione del PSI e del MUP e la conseguente nascita del PSUP, poi PSIUP. Con l’inizio della Resistenza armata, fu designato a far parte del CLN provinciale. Organizzò una brigata partigiana sull’Appennino tosco-romagnolo e assunse la segreteria del CLN regionale dell’Emilia-Romagna, incarico che mantenne ininterrottamente sino alla Liberazione. Qui divenne il coordinatore delle numerose commissioni di lavoro (economica, giuridica, lavoro ecc.) costituite all’interno del massimo organismo politico della Resistenza. Alla fine della guerra, deputato della Consulta Nazionale studiò e approntò il progetto di legge, cosiddetto del «maltolto», per restituire alla cooperazione i beni patrimoniali e immobiliari espropriati dal fascismo. Fu anche eletto Parlamentare della Camera dei Deputati nella prima legislatura della Repubblica Italiana.

 

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XXIV CONGRESSO NAZIONALE DEL PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria). Firenze 11-17 apr. 1946. Nella foto si riconoscono da sinistra: Antonio Greppi (partigiano, primo sindaco socialista di Milano dopo la Liberazione), Sandro Pertini, Lelio Basso, Oreste Lizzadri, in piedi il regista Remigio Paone. (Fonte Socialismo Italiano)

[…]Nenni ha sempre tenuto ad affermare di essere nel partito “l’uomo di nessuna tendenza” e nelle settimane precenti il congresso d’essersi tenuto lontano dai dibattiti e dagli scontro <<attorno a delle mozioni di cui solo gli iniziati avvertono le differenze e gli scopi>>.

Dal suo diario risulta il fastidio che provava per i tornei oratori cui si dedicava il partito ancora lontano <<dall’aver raggiunto la metodologia di un partito moderno>>.

Il suo ruolo prima del congresso può sembrare addirittura distaccato, di fronte al frenetico prodigarsi dei leader delle varie correnti.

2969c93a9dc192ccba355463115243f8E’ un atteggiamento che si presta a varie interpretazioni.

Nenni cercava di mantenersi al di sopra delle parti, ammesso che fosse possibile in un partito scosso e diviso da questioni brucianti, per fluidificare la situazione interna e quindi salvarne l’unità?   Riteneva che la sua figura di leader storico non poteva essere giocata in una corrente, per non rimanere escluso dalla maggioranza che emergerà al congresso? Oppure era questo l’unico modo di garantirsi quella forza di adesione di massa indispensabile alla sua politica e che il PSIUP da solo non poteva assicurargli?

psiup-2Probabilmente queste ragioni in misura diversa erano presenti nel suo atteggiamento: per non creare lacerazioni su un problema non attuale (la fusione); o per mantenere unito un vasto movimento, dai socialisti ai comunisti a forze progressiste di varia matrice, attorno alle scadenze ormai vicine della costituente e della Repubblica.[…]pp.95

 

 

 

 

Disponibile presso la BIBLIOTECA NAZIONALE UIL ARTURO CHIARI

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