Corriere di Roma, Domenica 24 settembre 1944 – Dimostrazioni e scioperi nelle città Ungheresi

[…] Secondo notizie di Ankara, moltitudini di popolo stanno facendo dimostrazioni per le strade di diverse città ungheresi chiedendo la pace.

Tutti gli operai di oltre 20 fabbriche di guerra in tutto il paese hanno sospeso il lavoro.

Questi fatti hanno costretto il Gen. Lakatos, Primo Ministro fantoccio ungherese a prendere la parola in Parlamento per esortare i deputati ad aiutarlo nel promuovere l’unità interna. Egli ha rilevato fra l’altro che, quando i tedeschi hanno occupato l’Ungheria il 19 marzo, hanno preso prigionieri gran numero di membri delle due camere ungheresi. <<Egli ha detto che nonostante questo atto che Lakatos ha definito <<menomazione della nostra sovranità>>, il governo sta continuando a trattare perché questi uomini vengano consegnati alle autorità ungheresi>>.

I tedeschi hanno ora in Ungheria meno truppe di quante ne avevano in Romania quando questa nazione ruppe le sue relazioni con la Germania. L’esercito ungherese ha lo stesso potenziale della Romania o della Bulgaria. Le truppe tedesche che si ritirano dai Balcani sono demoralizzate e disfatte e la Germania non può non inviare altre forze in Ungheria. Se gli attuali governanti dell’Ungheria continuano nella loro presente politica, essi dovranno seguire le sorti della Germania Hitleriana e essi non potranno che biasimare se stessi. […]

 

 

Disponibile presso l’Emeroteca UIL presso la BIblioteca Nazionale Arturo Chiari

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